
Il controverso progetto noto come Chat Control sta per approdare alla sua fase cruciale. Sotto la presidenza danese, 19 Stati membri, tra cui Italia, Francia, Spagna e Ungheria, sostengono ora una normativa che impone la scansione preventiva di ogni chat — messaggi, foto e video — sulle app WhatsApp, Signal e Telegram, anche se protette da crittografia end-to-end.
Tra sicurezza e privacy: il nodo della crittografia
La proposta, formalmente un Regolamento per il contrasto agli abusi sessuali su minori (CSAM Regulation), mira a individuare materiali illeciti mediante strumenti di “client-side scanning” — ovvero controlli svolti localmente sul dispositivo prima che i contenuti vengano crittografati. Tuttavia, esperti di privacy, realtà del settore e organi di vigilanza legale sottolineano che questo meccanismo compromette irreparabilmente la crittografia, creando vulnerabilità sfruttabili da governi ostili, hacker e criminali.
Una svolta legislativa imminente
Secondo fonti ufficiali, i governi membri dovrebbero definire le loro posizioni entro il 12 settembre, in vista di una votazione attesa per il 14 ottobre 2025. Se la Germania, finora ancora indecisa, dovesse allinearsi, sarebbe possibile raggiungere la maggioranza qualificata richiesta per l'approvazione.
Opinioni e opposizioni
La proposta ha suscitato una levata di scudi da parte di attivisti per i diritti digitali, esponenti del Parlamento Europeo come Patrick Breyer, e provider tecnologici. Breyer avverte di un sistema di controllo pervasivo che “non ha eguali nel mondo libero”. La giurisprudenza europea, dalla Corte dei Diritti Umani all’EDPS, ha più volte ribadito che la sorveglianza indiscriminata viola diritti fondamentali e pone seri rischi alla libertà online.