
Un nuovo studio rivela che i principali strumenti di Google per contrastare la disinformazione su YouTube operano in modo discontinuo e disomogeneo tra le lingue europee.
Quando un utente guarda un video su temi sensibili alla disinformazione, come vaccini anti-Covid o cambiamento climatico, dovrebbe comparire un pannello informativo con link a fonti attendibili, ad esempio Wikipedia. Lo stesso avviso dovrebbe essere visibile anche nei risultati di ricerca nella lingua dell’utente.
Secondo un’indagine di AI Forensics, organizzazione no-profit europea che monitora le big tech, ciò non avviene sempre. Testando 83 lingue su 12 argomenti legati a teorie complottiste e 4 tipi di etichette per gli editori, i ricercatori hanno rilevato forti discrepanze: in inglese i pannelli sono sempre presenti, in tedesco mancano solo su un tema (il genocidio armeno), mentre in lingue come islandese o lituano compaiono raramente.
Lo studio denuncia una “attenzione sproporzionata alle lingue occidentali” e la scarsa copertura per idiomi regionali come basco, catalano e galiziano.
Le etichette di YouTube non si limitano ai contenuti sensibili, ma segnalano anche l’eventuale finanziamento pubblico di testate giornalistiche. Tuttavia, il report mostra che questa indicazione è assente in alcuni Paesi: Euronews, ad esempio, riceve fondi UE, ma l’avviso non compare in Danimarca, Grecia, Norvegia, Islanda, Finlandia e Portogallo.
«Temiamo che esista un accesso diseguale alle misure di sicurezza contro la disinformazione», ha dichiarato a Euronews Next Salvatore Romano, responsabile ricerca di AI Forensics. «Così facendo, invece di rafforzare la fiducia degli utenti, la si erode».