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Blu-ray Disc: Dall’apice della tecnologia al tramonto silenzioso

2025-08-24 18:00

by Antonello Camilotto

Focus,

Blu-ray Disc: Dall’apice della tecnologia al tramonto silenzioso

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Quando il Blu-ray fece il suo debutto nel 2006, fu salutato come il futuro dell’home entertainment. Una tecnologia capace di offrire una qualità video e audio impensabile con il DVD, supportata da giganti dell’elettronica e dello spettacolo. Eppure, meno di due decenni dopo, il suo nome è ormai relegato a scaffali polverosi e nostalgici collezionisti. Una parabola netta e sorprendente, fatta di trionfi iniziali e di un declino tanto rapido quanto inevitabile.

 

L’ascesa: la vittoria nella guerra dei formati

 

All’inizio degli anni 2000, con la diffusione dell’alta definizione, nacque l’esigenza di un nuovo supporto fisico capace di contenere grandi quantità di dati. Due formati si contesero il trono: HD DVD, sostenuto da Toshiba e Microsoft, e Blu-ray, promosso da Sony, Panasonic e altri colossi.

La cosiddetta "guerra dei formati" fu combattuta su più fronti: qualità tecnica, costi di produzione, supporto da parte delle major cinematografiche. Il colpo decisivo arrivò nel 2008, quando Warner Bros. annunciò il proprio abbandono dell’HD DVD in favore del Blu-ray. Quella scelta sancì la fine del rivale. Toshiba si ritirò poco dopo, e il Blu-ray sembrava destinato a un lungo regno.

 

Il picco: la promessa mantenuta (per poco)

 

I primi anni post-vittoria furono positivi. Il Blu-ray offriva una qualità d'immagine e suono superiore, contenuti extra più ricchi e una protezione contro la pirateria più avanzata. L’arrivo della PlayStation 3, che includeva un lettore Blu-ray, contribuì a una maggiore diffusione del formato.

Ma dietro il successo si nascondevano già le ombre: il supporto fisico stava perdendo terreno. Le connessioni internet diventavano più veloci, i servizi di streaming iniziavano a farsi strada, e la comodità dell’on demand cominciava a far vacillare la centralità del disco.

 

Il declino: vittima della sua epoca

 

Nonostante l’arrivo di varianti come il Blu-ray 3D e l’Ultra HD Blu-ray (4K), il formato non riuscì a imporsi come standard di massa. Il prezzo elevato dei lettori, la concorrenza interna tra versioni diverse e la rapidissima evoluzione dello streaming contribuirono al suo lento abbandono.

Servizi come Netflix, Amazon Prime Video e Disney+ hanno reso l’accesso ai contenuti semplicissimo e immediato, anche in alta definizione o 4K. Inoltre, molte persone hanno semplicemente smesso di acquistare film in formato fisico, preferendo il digitale.

 

Un’eredità ambigua

 

Oggi, il Blu-ray sopravvive in nicchie: cinefili appassionati, collezionisti, utenti che vogliono la massima qualità senza compressione. Ma il grande pubblico lo ha abbandonato. Eppure, il Blu-ray ha lasciato il segno: ha segnato una tappa importante nell’evoluzione dell’home video e rappresenta forse l’ultimo grande standard fisico prima del passaggio definitivo al digitale.

 

La storia del Blu-ray è una lezione sulla velocità del cambiamento tecnologico. Una vittoria epocale contro un rivale potente, seguita da un fallimento commerciale segnato dai tempi che cambiano. Nonostante tutto, il Blu-ray rimane un simbolo: di innovazione, di ambizione e, in un certo senso, di nostalgia per un’epoca in cui possedere un film voleva dire toccarlo con mano.

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𝗜𝗻𝗳𝗼𝗿𝗺𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗟𝗲𝗴𝗮𝗹𝗶

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