
In Cina i contanti stanno lasciando sempre più spazio a sistemi di pagamento digitali e biometrici. Dopo il successo di QR code e riconoscimento facciale, si diffonde ora il “palm payment”, il pagamento tramite impronta del palmo della mano. La tecnologia, già sperimentata in alcune città come Pechino, Shanghai e Shenzhen, permette ai consumatori di pagare semplicemente appoggiando la mano su un sensore, senza smartphone né carte.
Il sistema funziona grazie alla scansione tridimensionale del palmo, che registra la struttura delle vene e delle linee cutanee, uniche per ogni individuo. Una volta collegata l’impronta palmare a un account bancario o a una piattaforma come WeChat Pay o Alipay, l’operazione diventa immediata. Le autorità e le aziende che la promuovono sottolineano i vantaggi in termini di sicurezza, rapidità e igiene, visto che non serve toccare schermi o inserire password.
Secondo dati forniti dai media locali, catene di supermercati, ristoranti e metropolitane stanno già adottando la nuova tecnologia. Gli esperti però mettono in guardia sui rischi legati alla protezione dei dati biometrici: se compromessi, a differenza delle password, non possono essere modificati. Inoltre, l’uso massiccio di sistemi biometrici rafforza l’infrastruttura di sorveglianza digitale già molto avanzata nel Paese.
La Cina si conferma così laboratorio mondiale dei pagamenti digitali. Se il palm payment dovesse diffondersi su larga scala, potrebbe aprire la strada a un futuro in cui i nostri dati biometrici diventeranno il portafoglio principale.