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I nostri smartphone sono più potenti del computer che ha portato l’uomo sulla Luna?

2025-08-26 10:54

by Antonello Camilotto

Curiosità,

I nostri smartphone sono più potenti del computer che ha portato l’uomo sulla Luna?

News dalla Rete - Web Magazine

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Quando Neil Armstrong e Buzz Aldrin misero piede sulla superficie lunare nel 1969, la missione Apollo 11 era sostenuta da un’impressionante quantità di ingegneria, calcoli e tecnologia. Tuttavia, ciò che oggi sorprende di più non è tanto la complessità della missione, quanto il fatto che la potenza di calcolo del computer di bordo dell’Apollo Guidance Computer (AGC) fosse nettamente inferiore a quella di uno smartphone moderno.

 

Il cervello della missione Apollo: l’AGC

 

L’AGC, sviluppato dal MIT Instrumentation Laboratory, aveva specifiche che oggi sembrano quasi comiche:

  • Processore: 1 MHz di clock
  • Memoria: 2 KB di RAM e 36 KB di memoria a sola lettura (ROM)
  • Prestazioni: circa 85.000 operazioni al secondo

 

Eppure, quell’hardware limitato era sufficiente per guidare un’astronave dalla Terra alla Luna e ritorno, grazie a un software ottimizzato e a un utilizzo estremamente mirato delle risorse.

 

Uno smartphone di oggi: un supercomputer in tasca

 

Prendiamo ad esempio un comune smartphone di fascia media del 2025:

  • Processore: multi-core a oltre 2,5 GHz
  • RAM: 6-12 GB
  • Memoria interna: 128-512 GB
  • Prestazioni: miliardi di operazioni al secondo

 

In termini puramente numerici, un moderno smartphone è milioni di volte più potente dell’AGC in velocità di calcolo, capacità di memoria e larghezza di banda.

 

Perché allora è stato possibile andare sulla Luna con così poca potenza?

 

La risposta sta nella differenza tra potenza grezza e progettazione ottimizzata:

  • Gli ingegneri dell’epoca scrivevano codice estremamente efficiente, privo di sprechi.
  • L’AGC eseguiva solo funzioni essenziali: calcoli di traiettoria, gestione dei sensori, correzioni di rotta.
  • Gran parte del “lavoro” era affidata all’intelligenza umana, non a calcoli automatici continui.

 

Oggi, invece, la potenza di calcolo dei nostri dispositivi è in gran parte usata per elaborazioni grafiche, interfacce complesse, app sempre in esecuzione e funzioni multimediali.

 

Una riflessione finale

 

Dire che “il nostro smartphone è più potente del computer della missione Apollo” è vero, ma rischia di essere fuorviante. La conquista della Luna non è stata una sfida di hardware, ma di ingegno, pianificazione e coraggio.
 

Forse, la vera domanda non è “quanta potenza abbiamo in tasca?”, ma “cosa facciamo con essa?”.

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𝗜𝗻𝗳𝗼𝗿𝗺𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗟𝗲𝗴𝗮𝗹𝗶

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