
Secondo le più recenti rilevazioni di Statista aggiornate a novembre 2025, l’Italia conta 209 data center e si colloca tra i primi dieci Paesi al mondo per numero di infrastrutture dedicate all’archiviazione e all’elaborazione dei dati. A guidare la classifica globale sono nettamente gli Stati Uniti, che superano quota 4.000 strutture operative.
I data center rappresentano oggi una delle infrastrutture strategiche dell’economia digitale. È all’interno di questi centri che vengono conservate, processate e distribuite le enormi quantità di informazioni necessarie al funzionamento del cloud computing, delle piattaforme online e, sempre di più, delle applicazioni basate sull’intelligenza artificiale. La loro distribuzione geografica riflette gli equilibri economici e tecnologici mondiali: incidono fattori come la presenza di grandi aziende hi-tech, la qualità delle reti energetiche e di telecomunicazione e le normative sulla gestione dei dati.
La classifica mondiale evidenzia un dominio schiacciante degli Stati Uniti, che da soli concentrano circa il 38% dei data center presenti nel mondo. Il primato americano è strettamente legato alla forza dei colossi tecnologici statunitensi, da Amazon a Google fino a Microsoft, protagonisti dello sviluppo globale del cloud e delle infrastrutture digitali. A trainare ulteriormente gli investimenti è anche la rapida crescita dell’intelligenza artificiale, che richiede capacità di calcolo sempre maggiori e quindi nuove strutture dedicate.
La top 20 mondiale dei Paesi con più data center:
- Stati Uniti: 4.165
- Regno Unito: 499
- Germania: 487
- Cina: 381
- Francia: 321
- Canada: 293
- Australia: 274
- India: 271
- Giappone: 242
- Italia: 209
- Brasile: 195
- Paesi Bassi: 194
- Spagna: 194
- Indonesia: 182
- Russia: 180
- Irlanda: 139
- Svizzera: 117
- Malesia: 114
- Svezia: 103
- Hong Kong: 95
Anche l’Europa si conferma uno degli hub più importanti dell’infrastruttura digitale globale, con circa 3.500 data center distribuiti nel continente. Regno Unito, Germania e Francia guidano il panorama europeo grazie a economie altamente digitalizzate, reti internet avanzate e un contesto normativo favorevole.
Un ruolo decisivo è stato giocato anche dal GDPR, il Regolamento generale sulla protezione dei dati dell’Unione Europea, che impone standard rigorosi sul trattamento delle informazioni personali. Proprio queste regole hanno spinto molte aziende a localizzare i propri data center all’interno dell’UE, così da gestire i dati direttamente sul territorio europeo e facilitare il rispetto della normativa.
Parallelamente cresce il peso dell’Asia, dove Cina, India, Giappone e diversi Paesi del Sud-Est asiatico stanno accelerando gli investimenti in nuove infrastrutture digitali. A sostenere questa espansione sono mercati online in forte crescita, una popolazione sempre più connessa e una domanda crescente di servizi cloud e applicazioni basate sull’intelligenza artificiale.